Mostra: Gaza, War ends where Humanity begins a cura di G.Karloff

Sono G. Karloff, e questa mostra nasce da un’urgenza interiore.
Non è solo una raccolta di immagini, ma un tentativo di dare forma a ciò che spesso resta senza voce: il dolore, la perdita, la dignità che resiste.

Nel mio lavoro la digital art nasce interamente a mano su tavoletta grafica e viene poi modificata con l’AI, in un dialogo consapevole tra gesto pittorico, elaborazione tecnologica e visione interiore.

In queste opere ho cercato di attraversare la guerra non come evento distante, ma come esperienza umana concreta.
I volti, i corpi, i gesti che vedete non appartengono solo a un luogo preciso: diventano simboli universali di fragilità, resistenza e memoria.

La frase che attraversa l’intera mostra, War ends where Humanity begins, non è per me uno slogan, ma una domanda aperta.
Dove finisce davvero la guerra?
Forse non nei trattati, ma nello sguardo dell’altro, nel riconoscimento della sua umanità.

Ho lavorato su dodici opere, dodici visioni diverse ma profondamente legate tra loro, nel tentativo di raccontare non una sola immagine della guerra, ma la sua ferita molteplice. In questo percorso convivono il grido e la preghiera, l’innocenza violata e il lutto, la rovina e la memoria, la denuncia e la speranza. Ho sentito il bisogno di dare spazio a più presenze, più simboli, più tensioni, perché il dolore umano non ha un solo volto e non può essere contenuto in una sola scena.

Questa mostra si apre a maggio presso la sede de L’ALCHIMISTA APS, in Via Palestrina ad Alfedena.
Per me è un invito a fermarsi, a guardare, a sentire.

Non vi chiedo di essere d’accordo.
Vi chiedo di esserci.

Perché, forse, la guerra finisce davvero solo quando ricominciamo a riconoscerci umani.

Gianni Leone (G.Karloff)

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